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Egregio Sig. Marchese:

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All’egregio sig. Marchese, della vecchia villa ai piedi della Via San Giacomo Apostolo 4, Cornigliano, a Genova, durante gli anni 1971-1973:

dopo tanti anni Le scrivo dalla distanza geografica dell’America e dalla distanza temporale di trentaquattro anni. Le scrivo in questo momento per ringraziarLa per averci ospitati, tre giovani americani sconosciuti, quel autunno del 1971. Mi spiace molto che non conobbi mai il Suo nome; non Le posso nemmeno salutare per nome, sebbene abitai da Lei per più di un’anno.

La primavera del 2004 sono tornato due volte in sogno alla villa. La prima volta mi sono fermato al cancello che apre sulla Via San Giacomo Apostolo. Ho suonato e m’ha risposto una signora. Le ho parlato brevemente in italiano, sempre in sogno, dicendole che sono passato per salutare la famiglia. Il primo sogno è finito lì.

Il secondo sogno è venuto circa due settimane dopo il primo. Di nuovo mi sono trovato davanti il cancello, ma questa volta il cancello s’era aperto da sé e sono passato dentro. Sono passato per la casa principale, ricordandomi di Lei e di Sua moglie, delle le varie cose che vidi trentaquattro anni fa: le vieux fauteuil, lo specchio dorato, ecc. Mi sono ricordato nel sogno un dettaglio del quale m’ero attualmente dimenticato, che Lei fu scultore. Ho visto di nuovo nel sogno la testa di Sua moglie che plasmava nell’argilla. Poi sono entrato di nuovo nel nostro vecchio apartamento e sono passato per le stanze, toccando le pareti, le porte, i vari pezzi che c’erano, piangendo fortemente ad ogni tocco. Provavo talmente forte un senso d’aver perso un’occasione preziosa che non potevo che piangere a dirotto.

Beh… in quei tempi fui giovane, non ebbi che dicianove anni, non capii né la storia né il momento attuale. Ora mi rincresce molto che non potei conoscerLa meglio. Avrei voluto sentire la storia della Sua famiglia ed apprezzare di più la transizione fondamentale che traspirava nella cultura proprio durante quegli anni. Ormai non posso che scriverLe questa lettera che forse non avrà fine che di vagare per le onde su internet, una specie di lettera in bottiglia lanciata nel mare virtuale. Non si sa mai, quindi lancio….

Di nuovo La ringrazio per averci ospitati. Ne sono riconoscente. La saluto attraverso gli anni.

— Michael

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